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Montecchi
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I mwbgMontecchi o mwbwMonticoli sono stati una delle principali famiglie mwcaghibelline mwcqveronesi, i quali diedero un importante contributo alla storia mwcgbasso medioevale della città.cite-ref-1[1]

Contents

Storia
Note

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Storia

I Montecchi (già mwegnegotiatores, cioè mercanti che vendevano grandi partite di merci tra le mwewprovince romane), trasferiti da mwfaMontecchio Precalcinocite-ref-2[2] a Verona, furono per un certo lasso di tempo la più importante casata ghibellina della città, spesso in contrasto e in lotta con altre famiglie, in particolare con quella mwgqguelfa dei conti di mwggSambonifacio. Le prime testimonianze della loro presenza si hanno intorno agli mwgwanni venti del mwhaXII secolo, quando Verona venne colpita dalle contese sanguinarie tra diverse fazioni: questo conflitto vedeva da una parte i Montecchi e le altre stirpi ghibelline, presenti soprattutto in città, e dall'altra i Sambonifacio che esercitavano un determinante ruolo nel territorio. Ebbero una parte significativa nel periodo della formazione del comune e sostennero in Verona la presignoria di mwhqEzzelino III da Romano fino al mwhg1259.cite-ref-3[3]

Verso la fine del mwja1100 soggiornò a Verona il mwjqpapa Urbano III, il quale venne incoronato in città e cercò, inutilmente, di riappacificare i Montecchi ed i Sambonifaciocite-ref-4[4]. Nel mwkg1206 il mwkwpodestà di Verona mwlaAzzo VI d'Este cercò di neutralizzare, senza successo, entrambe le famiglie rivali: si alleò momentaneamente con i guelfi del contado veronese, cui lasciò invadere la città e distruggere i palazzi delle casate ghibelline.

L'influenza dei Montecchi diminuì nel tempo, in particolare modo dopo l'esordio politico degli mwlgScaligeri che riuscirono, con il consenso del ceto mercantile ed artigianale, ad appropriarsi del potere ed a costituire la prima mwlwsignoria italiana. I Montecchi furono costretti a lasciare Verona nel mwma1324, dopo un evento particolare: quell'anno mwmqCangrande della Scala, il più importante e famoso esponente del casato, venne colpito da una grave malattia, tanto che si pensò fosse prossimo alla morte. Fu allora che il cugino mwmgFederico della Scala, con il loro aiuto, cercò di sostituirlo, ma Cangrande si riprese velocemente, e decise di bandirlo per sempre unitamente ai suoi congiunti e a chi aveva partecipato alla congiura, compresi i Montecchicite-ref-5[5]. La famiglia si stabilì a mwnwUdine nel mwoa1343cite-ref-6[6].

I Montecchi nella letteratura

I Montecchi vennero citati da mwpwDante Alighieri nella mwqamwqqDivina Commedia (precisamente nel mwqgcanto VI del mwqwPurgatorio, versi 105-106-107) insieme ai Capuleti (o mwraCapelletti), ma furono resi famosi soprattutto grazie alla mwrqtragedia mwrgmwrwRomeo e Giulietta di mwsaWilliam Shakespearecite-ref-7[7].

Shakespeare adattò per il teatrocite-ref-8[8] - attraverso le versioni e traduzioni di autori successivi - la precedente mwugnovella scritta dal letterato mwuwvicentino mwvaLuigi da Porto (composta nel mwvq1524 e pubblicata nel mwvg1530 circa): in tale opera da Porto ambientava la vicenda di Giulietta e Romeo a mwvwVerona, al tempo della signoria di mwwaBartolomeo della Scala (mwwq1301-mwwg1304). Nella trama sono già presenti elementi essenziali come la rissa, la morte di un cugino dell'amata perpetrata da mwwwRomeo, il bando dalla città di quest'ultimo e la tragica fine di entrambi. Da Porto conobbe i Montecchi a Udine e citò espressamente, nella novella, i suoi contemporanei Giovanni e Nicolò Monticoli (detti "Montecchi di Verona")cite-ref-9[9].

Sebbene avesse stabilito l'ambientazione letteraria a mwzwVerona, vari indizi suggeriscono che da Porto scrisse la novella nella sua villa a Montorso Vicentino, trovando ispirazione dalla visione delle due vicine rocche mwagscaligere di mwawMontecchio Maggiore (oggi indicate come i mwbacastelli di Romeo e Giulietta). È verosimile (ma non documentato) che tale immagine, di due manieri quasi in contrapposizione tra loro, abbia influenzato gli avvenimenti del racconto, anche per l'accostamento tra il nome di Montecchio e quello di Montecchi attribuito proprio dal da Porto alla famiglia di Romeo.

Note

cite-note-11. mwcwmwdaGirolamo Arnaldi, mwdqmwdgMontecchi, in mwdwmweaEnciclopedia Dantesca, Enciclopedia Italiana, 1970. mweqURL consultato il 13 ottobre 2023.
cite-note-22. citerefcarraraMario Carrara, mwfqGli Scaligeri, Varese, Dell'Oglio, 1966.
cite-note-33. Arnaldi, mwgqEnciclopedia Dantesca
cite-note-44. G. Solinas 1981, p. 256
cite-note-55. G. Solinas 1981, p.292
cite-note-66. mwiwNicolò Monticoli, mwjaCronaca delle famiglie udinesi, a cura di E. Del Torso, Sala Bolognese, Arnaldo Forni, 1980, p.mwjq 33.
cite-note-77. M. Carrara 1966, pp. 136-137
cite-note-88. Introduzione a mwlaThe Arden Edition of the Works of William Shakespeare - Romeo and Juliet, a cura di Brian Gibbons
cite-note-99. mwmaLuigi Da Porto, mwmqHistoria novellamente ritrovata di due nobili amanti con la loro pietosa morte intervenuta già nella città di Verona nel tempo del Signor Bartholomeo dalla Scala, Venezia, Bendoni, ca.1531, p.mwmg 6.

Bibliografia

• mwngDante Alighieri. mwnwmwoaDivina Commedia, Purgatorio, Canto VI, vv. 105-106-107.
• Giovanni Arnaldi, mwogMontecchi, in mwowEnciclopedia Dantesca, Roma, Treccani, 1970.
• Mario Carrara, mwpqGli Scaligeri, Milano, Dall'Oglio, 1966.
• Giovanni Solinas, mwpwStoria di Verona, Verona, Centro Rinascita, 1981.
• mwqq(DE) Hans Spangenberg. mwqgCangrande I della Scala: 2. Teil 1321-1329. Berlino, R. Gaertners & H. Heyfelder, 1895.

Voci correlate
Collegamenti esterni

• mwwaMontecchi, su treccani.it.